Rinascita della Via Francigena 1994-2015!
28 aprile 2015

La Via Francigena, itinerario culturale europeo: genesi e sviluppo di una rete francigena allargata  Adelaide Trezzini (AT)

Ringraziamenti alla Fondazione (preziosissima fonte per molte mie ricerche, tra le altre per Cesano) e alla sua Presidente, Prof.ssa Gilda Bartoloni, che ha raccolto con entusiasmo il progetto Via Francigena (VF), quando esso fu presentato per la seconda volta, nel  2013, all’Università di Roma “La Sapienza”.

Cenni storici

La VF ricalca le mansiones dell’arcivescovo Sigerico citate nel più antico diario anglosassone di viaggio (conservato alla British Library di Londra). La via già aperta da Giulio Cesare nel 57 a.C. rappresenta il collegamento più breve tra Mare del Nord e Mediterraneo, e assume nomi vari a seconda della provenienza dei suoi fruitori: “chemin des Anglois”, e “chemin romieux” per la sua destinazione a Roma.

Vorrei, seguendo il desiderio della Presidente, evidenziare in questo breve intervento quali fossero stati i moventi alla base di questa lunga e impegnativa avventura: la passione per la Cultura Europea  (fu questa la risposta data a un pellegrino norvegese giunto a Roma nel 2001) e accennare ai primi passi concreti per giungere allo sviluppo di una rete senza limiti.

Ogni realizzazione ha una sua storia: per la VF vorrei innanzitutto nominare la dott.ssa Cesarina Misiani, che nel 1993 porto il progetto della VF a Strasburgo per l’allora Ministero del Turismo Italiano concepito quale itinerario culturale per il Grande Giubileo del 2000 e come tale accettato dal Consiglio d’Europa (C.d’E.); purtroppo, subito dopo il Direttore Generale non volle più occuparsene , malgrado i nostri comuni solleciti, ritenendo il progetto senza interesse turistico dunque senza futuro…!)

La mia avventura ha avuto inizio per puro caso nel 1995, in occasione di una mostra didattica a Castel Sant’Angelo, ove la VF era illustrata con varie testimonianze quali stampe, documenti storici, fotografie, e un tracciato sommario del tragitto Canterbury-Roma.

Venni allora sollecitata dalla Presidente della guide turistiche italiane, Marcella Bagnasco, in quanto svizzera di nascita, di educazione internazionale e residente a Roma fin dal 1965, a promuovere la VF oltre il confine italiano, risultando essa completamente sconosciuta in Svizzera, Francia e Inghilterra.

Si trattava di una sfida culturale-religiosa: Roma non poteva essere da meno di Santiago de Compostela quale meta di pellegrinaggio non più Est-Ovest, ma Nord-Sud; la sua storia, che ne è una  dimostrazione, era stata tuttavia dimenticata da 3 secoli, doveva rivivere a tutti i costi e  meritava quindi un impegno totale, che peraltro non immaginavo così lungo…

Conosciamo a memoria le tappe-mansiones dell’arcivescovo di Canterbury al suo ritorno da Roma nel 990, ma non dimentichiamo, per chi di voi volesse creare un nuovo itinerario, le non meno tribolate e faticose tappe che hanno portato alla rinascita della VF, riassunte nella prefazione del direttore dell’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali (IEIC) di Lussemburgo, Michel Thomas Penette (MTP) per il Vademecum della VF da Londra al GSB nel 2002:

“…nel 1994 il C. d’E ha eletto la VF quale itinerario complementare a quello di Compostela, creando il grande tema dei pellegrinaggi storici in Europa. Per i primi 2 anni, gruppi di lavoro hanno funzionato grazie ai fondi dell’Unione Europea (UE), e il Ministero si è dedicato ad altri progetti turistici lasciando agire da sole le collettività locali. L’iniziativa – prosegue l’MTP – di rilanciare un’autentica cooperazione in tutta l’Europa spetta ad Adelaide Trezzini, che nel 1997 ha deciso di fondare un’associazione per rilanciare lo studio storico della via e fornire ai pellegrini, come pure ai turisti, indicazioni riguardo ai percorsi meno conosciuti.”  tutto a pagina EVENTI TURISTICO-CULTURALI

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